AGEVOLAZIONI PER L’INDUSTRIA 4.0: GUIDA AGLI INCENTIVI

AGEVOLAZIONI PER L’INDUSTRIA 4.0: GUIDA AGLI INCENTIVI

29/06/21


“Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura” questi sono gli aspetti per il rilancio e l’innovazione del mondo digital nel settore pubblico e privato. In questo contesto si inseriscono quindi gli incentivi per l’industria 4.0 che vengono attuati attraverso crediti di imposta: vediamo più nel dettaglio quali sono e in cosa consistono.


Con il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), approvato il 27 aprile 2021, il Governo italiano intende aggiornare le strategie nazionali in tema di sviluppo per rispondere alla crisi pandemica. Tra le missioni del Piano vi è anche la componente “Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura”: questa riguarda tutti gli aspetti per il rilancio e l’innovazione del mondo digital nel settore pubblico e privato. In questo contesto si inseriscono quindi gli incentivi per l’industria 4.0 che vengono attuati attraverso crediti di imposta: vediamo più nel dettaglio quali sono e in cosa consistono.

Agevolazioni industria 4.0: il piano del Governo italiano

Il Piano Industria 4.0., inserito all’interno della Legge di Stabilità 2017 e prorogato anche per gli anni 2021 e 2022, ha l’obiettivo di sostenere il processo di digitalizzazione e di robotizzazione delle attività produttive.

Con il susseguirsi delle leggi di Bilancio nel corso degli ultimi anni, il Piano Industria 4.0 ha subìto delle modifiche acquisendo il nome di Piano Nazionale Transizione 4.0. Il nuovo sistema risulta nel complesso più determinante nel favorire la digitalizzazione, l’innovazione e lo sviluppo dell’industria italiana, e al contempo si differenzia sotto diversi aspetti:

  • ampliamento del numero di imprese potenzialmente beneficiarie grazie alla sostituzione dell’iperammortamento con crediti fiscali;
  • riconoscimento del credito non più su base annuale, tenendo conto di tutti gli investimenti effettuati nel biennio 2021-2022 e facilitando quindi le aziende nella programmazione degli investimenti;
  • aumento degli investimenti immateriali agevolabili, delle percentuali di credito e dell’ammontare massimo di investimenti incentivati.

Il Piano Transizione 4.0 quindi, rafforzato dalla Manovra 2021 con circa 24 miliardi di euro associati al Recovery Plan, aiuta le imprese nella transizione tecnologica e nel percorso di sostenibilità ambientale con un rilancio degli investimenti.

Quali sono le agevolazioni fiscali del Piano Transizione 4.0

Con il Piano Transizione 4.0 sono cambiate le modalità che permettono alle aziende di ottenere gli incentivi fiscali quando investono in beni 4.0. A seguire una sintesi delle agevolazioni previste dalla nuova Legge di Bilancio con le informazioni principali.

Credito d’imposta per la formazione 4.0

In questa categoria rientrano le aziende che organizzano programmi di formazione interna o esterna incaricando docenti esterni qualificati.

Nel caso in cui la formazione sia commissionata ad un soggetto terzo esterno, sono ammessi:

  • formatori accreditati per lo svolgimento di attività di formazione finanziata presso la Regione o Provincia autonoma in cui l’impresa ha la sede legale o la sede operativa
  • Università, pubbliche o private, o strutture a esse collegate
  • soggetti accreditati presso i fondi interprofessionali secondo il regolamento CE 68/01 della Commissione del 12 gennaio 2001
  • soggetti in possesso della certificazione di qualità in base alla norma Uni En ISO 9001:2000 settore EA 37

La misura ha lo scopo di sostenere le aziende nel processo di trasformazione tecnologica e digitale con la creazione o il rinnovamento di competenze nelle tecnologie 4.0.

L’individuazione efficace di un soggetto formatore idoneo è fondamentale da diversi punti di vista. Deve possedere le necessarie idoneità, sia che si tratti di un ente accreditato, sia in caso di una realtà che abbia la certificazione ISO 9001 che lo autorizzi a erogare la formazione. È necessaria poi una qualità sostanziale della formazione, al di là di quanto preveda la norma: deve insomma essere in grado di fornire contenuti e programmi adeguati e di saperli veicolare in modo che ogni utente ne possa trarre benefici per un reale approfondimento delle proprie competenze.

I programmi dei corsi devono riguardare:

  • big data e analisi dei dati;
  • cloud computing e fog computing;
  • cyber security;
  • simulazione e sistemi cyber-fisici;
  • prototipazione rapida;
  • sistemi di visualizzazione, realtà virtuale e realtà aumentata;
  • robotica avanzata e collaborativa;
  • interfaccia uomo macchina;
  • manifattura additiva (stampa 3D);
  • internet delle cose e delle macchine;
  • integrazione digitale dei processi aziendali.

Le percentuali delle spese ammesse come credito d’imposta nell’ambito della formazione 4.0 sono le seguenti:

  • 50% delle spese con limite massimo annuale di € 300.000 per le piccole imprese;
  • 40% delle spese con limite massimo annuale di € 250.000 per le medie imprese;
  • 30% delle spese con limite massimo annuale di €. 250.000 per le grandi imprese.

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Credito d’imposta per ricerca, innovazione e design

Questo incentivo fiscale si applica quando un’azienda sviluppa o commissiona lo sviluppo di un software che verrà utilizzato internamente. L’obiettivo è stimolare la spesa privata nei settori della ricerca, dello sviluppo e dell’innovazione tecnologica per sostenere la competitività tra le aziende nell’ambito della transizione ecologica e della sostenibilità ambientale.

Per quanto riguarda il settore della ricerca, il software deve contenere elementi di novità in campo scientifico e tecnologico. Il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 12% delle spese agevolabili nel limite massimo di 3 milioni di euro.

Per le attività di innovazione tecnologica con lo scopo di sviluppare prodotti o di migliorare notevolmente quelli già esistenti, il credito d’imposta è:

  • pari al 6% delle spese agevolabili nel limite massimo di 1,5 milioni di euro;
  • pari al 10% delle spese agevolabili nel limite massimo di 1,5 milioni di euro in caso di attività che raggiungono un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0.

In ottica di design e ideazione estetica, invece, il software deve contenere elementi significativi di Design Informatico per la concezione e realizzazione di prodotti del settore tessile e della moda, del calzaturiero, dell’occhialeria, dell’arredamento e della ceramica. Per questa tipologia di attività, il credito d’imposta è riconosciuto con una percentuale pari al 6% delle spese agevolabili nel limite massimo di 1,5 milioni di euro.

Patent box

Si tratta di un’agevolazione per i “redditi derivanti dall’utilizzo di software protetto da copyright, di brevetti, di disegni e modelli industriali, nonché di processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili”. Richiedendo l’attuazione di tale regime di tassazione, le aziende che svolgono attività di ricerca e sviluppo possono ottenere una riduzione del 50% delle aliquote IRPEF, IRES e IRAP.

Il patent box si può ottenere in due modalità distinte:

  • patent box diretto: per le aziende che utilizzano il software internamente;
  • patente box indiretto: per le aziende che utilizzano il software in modo indiretto concedendone l’uso a imprese terze.

Credito d’imposta per acquisto di beni strumentali

Tra gli incentivi per l’industria 4.0 vi è anche il credito d’imposta per l’acquisto di un bene materiale o immateriale. L’obiettivo è quello di incentivare le aziende che investono in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, finalizzati alla trasformazione digitale dei processi produttivi.

beni materiali in questione riguardano macchinari “intelligenti” in grado di dialogare tra loro grazie a nuove tecnologie in chiave “industria 4.0” (vending machine di ultima generazione, magazzini automatici, robot collaborativi, eccetera). Per gli investimenti in beni materiali effettuati fino al 21/12/2021 è riconosciuto un credito di imposta pari al:

  • 50% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 30% per investimenti da 2,5 a 10 milioni di euro;
  • 10% per investimenti da 10 a 20 milioni di euro.

Invece, per gli investimenti in beni materiali effettuati fino al 31/12/2022, il credito d’imposta riconosciuto è pari al:

  • 40% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 20% per investimenti da 2,5 a 10 milioni di euro;
  • 10% per investimenti da 10 a 20 milioni di euro.

Con beni immateriali ci si riferisce invece a software, applicazioni e piattaforme funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale. In questo caso, fino al 31/12/2022, il credito d’imposta riconosciuto è pari al 20% per investimenti fino a 1 milione di euro.

Come ottenere gli incentivi per l’industria 4.0

L’Agenzia delle Entrate ha comunicato le regole per usufruire dei crediti d’imposta previsti dal Piano Transizione 4.0. Prima di tutto, gli investimenti devono essere effettuati da aziende che si trovano in Italia, tra il 16/11/2020 e il 31/12/2022, oppure fino al 30/06/2023 se entro il 31 dicembre 2022 è stato accettato l’ordine ed è stato pagato almeno il 20% del costo. In secondo luogo, per accedere alle agevolazioni per l’industria 4.0 occorre seguire le seguenti procedure:

  • inviare una comunicazione al Ministero dello Sviluppo Economico in cui si esprime la volontà di usufruire delle agevolazioni;
  • ottenere una perizia tecnica per gli investimenti nei beni “4.0”, rilasciata da un ingegnere o un perito industriale iscritto all’albo professionale di competenza; altrimenti è necessario un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato;
  • comunicare nelle fatture e nei documenti di acquisto il riferimento alle disposizioni dei commi da 1054 a 1058 dell’art.1 della Legge 178 del 30 dicembre 2020;
  • conservare la documentazione che dimostri il sostenimento e la determinazione dei costi agevolabili.

In conclusione, per le aziende del settore industriale che sono alle prese con la digitalizzazione e l’innovazione dei sistemi, il credito d’imposta per beni materiali e immateriali 4.0 fornisce un ulteriore supporto per l’adozione di tecnologie intelligenti con le quali è possibile collegare macchinari e impianti tramite cloud e sensori. Con la proroga delle agevolazioni per l’industria 4.0, quindi, si presenta l’opportunità di rendere l’industria manifatturiera innovativa, sostenibile e interconnessa, migliorando l’efficienza e la capacità produttiva con maggiore rispetto dell’ambiente.




                                                                                                                                         
                                                                                                                                                           Articolo di Azienda Digitale